Quale apparecchio scegliere?

13GEN


Il modello Cic (Completely In Canal) o i più piccoli IIc (Invisible In Canal) sono i modelli preferiti di chi si avvicina a questo mondo, ma non sono sempre la scelta più corretta.

Innanzitutto è necessario che l’audioprotesista guidi e consigli il paziente nella scelta del prodotto, non pensare a soddisfarlo nell’immediato, applicandogli ciò che preferisce, ma considerando l’utilizzo dell‘apparecchio acustico e la soddisfazione del paziente sul lungo periodo (assistenze, resa acustica, ecc.). Altra precisazione necessaria da fare riguardo alla sordità, al condotto uditivo e all’ apparecchio acustico:

per certe sordità (le gravi, quelle con le frequenze gravi ben conservate, ecc.), per alcune condizioni sfavorevoli del condotto uditivo esterno (forte produzione di cerume, dermatiti, ecc.), l’apparecchio interno non è quello più adatto.

Posto che tutte le condizioni siano favorevoli vediamo insieme i pro e i contro degli apparecchi interni

PRO

Comodità di utilizzo/inserimento: essendo costruito su misura del condotto uditivo del paziente, l’apparecchio si posizionerà facilmente nella sua sede (l’apparecchio esterno richiede invece più manovre per il corretto posizionamento)

Discrezione: i modelli IIc sono addirittura pre-timpanici, si posizionano nella sezione del condotto uditivo a pochi mm dal timpano, rendendoli di fatto invisibili.

CONTRO

Utilizzano batterie Za10, di piccolo formato, difficili da maneggiare per persone con scarsa sensibilità nelle dita.

Più soggetto a guasti e rotture: il fatto di essere alloggiato all'interno del condotto uditivo lo mette a contatto con cerume, umidità, ecc. rendendolo di fatto più vulnerabile.  

Tempi di riparazione più lunghi: la parte elettronica dell’apparecchio è all'interno del guscio, qualsiasi riparazione deve essere effettuata dal laboratorio del produttore, di conseguenza i tempi di attesa si allungano.

Concludo precisando che ho pazienti che portano apparecchi interni da anni e con soddisfazione


A.C