21APR
Il termine "sordità" viene spesso impiegato in maniera generica per indicare la riduzione o la perdita totale dell'udito. Tale disturbo può quindi avere differenti gradi di severità; inoltre, può dipendere da cause di diversa origine e natura.
Più correttamente, in campo medico si preferisce parlare di ipoacusia: termine che indica la parziale o totale compromissione dell'udito e la cui intensità può essere classificata come lieve, moderata, grave e profonda.
Le differenti forme di sordità possono essere classificate in base a diversi criteri.
A tal proposito, una prima classificazione si può effettuare in funzione dell'entità del danno uditivo, distinguendo la compromissione dell'udito in: sordità lieve, sordità media, sordità medio-grave, sordità grave e, infine, sordità gravissima.
Infine, un altro sistema impiegato per classificare i diversi tipi di sordità è quello che si basa su criteri fisiopatologici. In questo caso, pertanto, possiamo distinguere:
ipoacusia trasmissiva, nella quale si ha il coinvolgimento dell'orecchio esterno e/o delle strutture trasmissive dell'orecchio medio, che non conducono il suono in maniera corretta.
Ipoacusia neurosensoriale, nella quale si ha il coinvolgimento dell'orecchio interno (coclea) e/o dei nervi acustici (compresi quelli centrali).
L'ipoacusia neurosensoriale rappresenta il tipo più comune di perdita permanente dell'udito come conseguenza di un trauma o del naturale processo di invecchiamento, la perdita di udito legata all'età viene chiamata presbiacusia, che rappresenta la principale causa della compromissione dell'udito.
Ipoacusia mista, nella quale la perdita o la riduzione dell'udito sono provocate da cause che agiscono sia a livello trasmissivo, sia a livello neurosensoriale.
La perdita di udito può essere lieve, moderata, grave o profonda. Il livello di ipoacusia in una persona è determinato eseguendo un test dell'udito per determinare il suono più basso che il paziente è in grado di sentire, misurato in decibel.
Ipoacusia lieve (deficit acustico tra 25 e 39 dB). Una lieve perdita dell'udito può rendere, a volte, difficile seguire un discorso, soprattutto in situazioni rumorose.
Ipoacusia moderata (deficit acustico tra 40 e 69 dB). In questo caso, il paziente può avere difficoltà a seguire il discorso senza utilizzare un apparecchio acustico.
Ipoacusia grave (deficit acustico tra 70 e 89 dB). Le persone che sono gravemente sorde, di solito, hanno bisogno di utilizzare alcune forme di comunicazione alternativa, come leggere le labbra o utilizzare il linguaggio dei segni, anche con l'utilizzo di un apparecchio acustico.
Sordità o ipoacusia profonda (deficit acustico >90 dB). I soggetti che sono completamente incapaci di sentire un suono spesso possono trarre beneficio da un impianto cocleare o da apparecchi acustici.
I NOSTRI ESAMI
VIDEOSCOPIA: ispezione tramite videoscopio del condotto uditivo, per individuare corpi estranei e/o condizioni patologiche.
ESAME IMPEDENZOMETRICO: permette di valutare l’elasticità e la funzionalità del timpano e della catena ossiculare tramite variazioni di pressione dell’aria nel canale uditivo.
AUDIOMETRIA TONALE: si intende la misurazione dell'udito eseguita mediante somministrazione di stimoli sonori puri a diverse intensità e frequenze,con questo esame si determina il livello minimo sonoro che può essere rilevato.
REUG
ESAME DELLA SOGLIA DEL FASTIDIO: fondamentale per la definizione del campo dinamico disponibile su cui lavorare per l’applicazione di un apparecchio acustico.
AUDIOMETRIA VOCALE: consente di stabilire l’intelligibilità della parola, ovvero la capacità del paziente di comprendere le parole.
Il MATRIX Sentence Test ( “Test della matrice di frasi”): la finalità di questo test è quella di valutare la comprensione verbale del paziente in condizioni di rumore, simulando le condizioni di ascolto difficile in cui ci si può trovare nella vita quotidiana.
REM (Real-Ear Measurement): questo sistema permette la misura delle prestazioni di un apparecchio acustico direttamente nel canale uditivo del paziente che lo indossa.
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